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Audi e la sfida “ibrida”: successo annunciato? | Idea Motori

Audi e la sfida “ibrida”: successo annunciato?

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Anno 2012: il recente salone di Ginevra ha contribuito a farci capire le tendenze del mercato attuale e futuro, caratterizzato dalla rincorsa sfrenata alla frontiera delle “zero emissions”. Affascinati da questa chimera, negli anni abbiamo imparato a conoscere e distinguere progetti concreti da colossali operazioni di marketing senza alcuna base tecnologicamente ed economicamente valida (leggasi auto ad idrogeno), fino a giungere al traguardo degli ultimi anni: l’auto ibrida. Ma cosa significa auto ibrida?

Senza ricorrere a tecnicismi spinti, fondamentalmente si tratta di accoppiare la propulsione data da un normale motore a combustione (benzina o diesel) e quella fornita da un motore elettrico. In questa maniera si è in grado di realizzare un semplice ed efficace metodo per abbattere le emissioni inquinanti. Tutto qui? Audi sembra intenzionata ad allargare questo orizzonte! E’ notizia di quest’anno infatti, la sua partecipazione alla famosa 24 Ore di Le Mans con ben 4 vetture, due a propulsione diesel, e due a propulsione ibrida (diesel e motore elettrico combinato). Obiettivo dichiarato? Manco a dirlo, la vittoria. Detta così, sembra una novità di poco conto, in fin dei conti abbiamo imparato a conoscere già da 3 anni la propulsione elettrica anche in F1 (per gli addetti ai lavori, il famoso Kers), ma in questo caso le prospettive per il travaso sulle auto di serie sembrano essere decisamente concrete. Basti pensare, ad esempio, al recente passato di Audi, le sue vittorie nel 2001 con il motore FSI (turbo iniezione diretta di benzina) e 2006 con il famoso TDI (turbodiesel), due operazioni che oltre a denotare una preparazione tecnica d’avanguardia, hanno decretato un colossale ritorno a livello d’immagine.

Ma vediamo come funziona questo sistema: il recupero di energia avviene durante la fase di frenata dell’auto, energia che viene immagazzinata da una massa rotante. Successivamente (alla richiesta del pilota), tale massa viene “frenata” da un generatore elettrico, il quale, convertendo l’energia cinetica del volano, alimenta due motori elettrici collegati alle ruote anteriori. L’auto viene dunque resa temporaneamente una quattro ruote motrici, con un surplus di energia di 150kW, molto più di un’utilitaria media….il tutto senza impiegare costose batterie, e con un aggravio di peso minimo e totalmente compatibile con peso e dimensioni di una berlina di classe medio/alta. Concetti difficili da digerire da parte di un purista, ma che rischiano di essere tremendamente efficaci.

1 commento

  1. Marta scrive:

    Nel 2007 ho comprato una Prius e ne sono molto sosfdidatto. Ma non l’avrei fatto se avessi saputo che il programma di assistenza stradale e8 una volgare bufala pubblicitaria. La scelta di una vettura ibrida non e8 razionale, e8 emotiva.Se siete abituati a valutare i pro e i contro di ogni acquisto, allora non opterete certo per una Prius:in citte0 e8 scattante, agile, parca nei consumi e silenziosissima grazie al motore elettrico, ma che senso ha usare un’auto cosec ingombrante nel traffico urbano (naturalmente, per i taxi e8 un altro discorso)? fuori citte0 invece e8 rumorosa, e non appena provate a premere l’acceleratore al frastuono del motore a benzina si aggiunge quello del cambio automatico E-CVT a variazione continua (come negli scooter); vi sembrere0 di star guidando una Trabant. l’accelerazione e8 da piangere (siamo al di sotto della Fiat500, tanto per intenderci): se siete in pendenza, per quanto leggera, vi sorpassano anche le vecchiette in sedia a rotelle. la strumentazione e8 spartana, la posizione di alcuni comandi e8 infelice, la qualite0 del materiale usato per l’allestimento interno e8 modesta (e8 il massimo che si possa dire).Se invece seguite le vostre emozioni, allora il discorso cambia e il colpo di fulmine per quest’auto e8 garantito: scivolare in citte0 come su un cuscino d’aria, essere immersi (in arresto) in un abitacolo assolutamente silenzioso, guidare una vettura che e8 un concentrato di tecnologia ancora oggi piuttosto rivoluzionaria, contribuire a combattere l’inquinamento (le emissioni di CO2 della Prius sono estremamente basse), e infine, perche9 no?, far parte di quello sparuto gruppo di guidatori attenti all’ambiente che non hanno bisogno di un SUV per farsi notare, rendono il tempo passato nel traffico (anche negl’ingorghi!) un vero e insuperabile piacere.La vettura ha perf2 un enorme handicap: proprio la sua tecnologia, e non a caso la Toyota offre la solita garanzia di 3 anni sulla parte normale ma di ben 7 anni sulla parte elettronica. E per rassicurarvi offre anche un apparentemente stupendo programma di assistenza in caso di problemi su strada (prevedono l’intervento persino in caso siate rimasti senza benzina!). Disgraziatamente, ho avuto un problema all’estero ed Europ Assistance (che avrebbe dovuto erogare per conto della Toyota i servizi previsti) si e8 rifiutata d’intervenire. Potete leggere i dettagli della vicenda sul sito che ho appositamente creato (toyota.truffa.net) dove potrete anche ascoltare la registrazione telefonica tra me e la societe0 di soccorso, nel corso della quale l’operatore mi ha confermato che non intendevano dare seguito alle garanzie previste dal programma della Toyota, ma il succo e8 questo: secondo Toyota avevo diritto all’assistenza, secondo Europ Assistance no, e io ho dovuto cavarmela da solo. Provate a immaginare cosa significa questo quando siete all’estero con un’auto che in caso di guasti non potete nemmeno spingere fuori strada a causa delle particolari soluzioni progettuali impiegate! Indipendentemente dal mio caso particolare, la Toyota si e8 dimostrata inaffidabile. Oggi ci sono molte auto tecnologicamente rivoluzionarie; sceglietene una che sia supportata da un vero servizio d’intervento stradale.

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