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Idea Motori

Pneumatici Pirelli: i prodotti in uscita nel 2014

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Tra le ultime novità 2014 per la Pirelli, c’è l’annuncio dell’importante collaborazione con la casa Peugeot che continua dopo ben sette anni consecutivi, infatti la sua partnership con l’internazionale casa produttrice di pneumatici ha dato grandissimi frutti in questi anni ed è per questo che si continua a mantenere vivo tale legame.
Di fatto questa collaborazione garantisce ormai risultati vincenti anche grazie al team infallibile che si occupa di tutto e che quindi penserà anche al debutto della 205 Y16 per la quale la Pirelli fornirà pneumatici di altissima qualità che permetteranno alla Peugeot di affermarsi sempre di più nel mondo del Rally.
Pirelli ha infatti da sempre dimostrato di essere una forza dominante nei campionati dedicati a questo sport, soprattutto nelle gare nostrane; questo sport è sempre stato aperto alle più famose case di produzione di pneumatici, utilizzati per le gare sia sull’asfalto che sul terreno e in ogni condizione climatica.
Il marchio esige molto dai suoi nuovi pneumatici, infatti questi riusciranno a dare il massimo delle prestazioni anche in condizioni variabili siano esse atmosferiche o stradali ed i risultati ottenuti dalla produzione migliorata di queste gomme riporta un effetto sulle diverse case produttrici di pneumatici.
Si esigerà molto dalle gomme dati i luoghi estremi, e gli pneumatici dovranno dare il massimo in condizioni estremamente variabili sia dal punto di vista stradale che di condizioni atmosferiche. I risultati ottenuti dal rally hanno poi un importante effetto sulla produzione degli pneumatici anche da parte di tutte le altre case produttrici, infatti la Pirelli fu la prima a sviluppare la gomma di basso profilo che è stata poi prodotta anche da altri.
Sempre attenta ai suoi prodotti, soprattutto da quando si serve delle nuove tecnologie che hanno permesso di introdurre diverse innovazioni che fanno la differenza.
Tra le più importanti aziende al mondo per la creazione di pneumatici, è stata fondata nel 1872 a Milano con l’intento di produrre caucciù vulcanizzato e cinturato.
Questi pneumatici sono nati dapprima per le biciclette e solo dopo sono divenuti il top per i veicoli a motore ed oggi l’azienda rientra nella top five tra i più importanti produttori di gomme per auto e moto al mondo.
È dal 2011 che anche le auto della Formula Uno possono beneficiare del marchio, che ha scelto di portare sul circuito la combinazione medium- soft che ha sostituito quella delle gomme hard e soft adoperata due anni fa.
Tra le ultime novità riguardanti il 2014 nel mondo dello pneumatico targato Pirelli, c’è stata un’inversione di tendenza rispetto al passato, sono state avviate non solo nuove mescole, ma anche un nuovo approccio produttivo dal punto di vista tecnologico.
Per il nuovo anno si aspettano coperture con molta forza laterale e non solo quella longitudinale, in questo modo si è cercato di ampliare l’impronta a terra dei copertoni.
La Pirelli ha cercato quindi di migliorare le sue gomme apportando dei cambiamenti che permettessero ai copertoni di essere perfetti per garantire a pieno le loro migliori performance su qualunque tipologia di strada e soprattutto per l’utilizzo delle gare di rally o Formula 1; è proprio per questo che la Pirelli, per il 2014 ha deciso di puntare e concentrarsi in misura maggiore su tre specifiche macro aree che si mostrano fondamentali:

  1. Incremento della trazione combinata
  2. La distribuzione della temperatura
  3. Lo sviluppo della performance

Gli pneumatici Pirelli sono acquistabili anche online, grazie a siti specializzati esclusivamente in questo segmento di mercato. Una scelta che punta decisamente a ridurre la spesa, riuscendoci in pieno!

Hyundai i20: la berlina coreana che non teme la concorrenza.

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Hyundai i20

Lanciata nel 2008, ha sostituito egregiamente la precedente Getz, riscuotendo un grande successo di vendite in Europa.

Presentata al Salone Internazionale dell’automobile di Parigi nel 2008, la Hyundai i20 ha riscontrato immediatamente un grandissimo successo nel mercato Europeo e indiano, superando anche le più rosee aspettative, complice anche una rete commerciale molto forte.

Stile e personalità
La Hyundai i20 ha uno stile molto semplice, con linee morbide e un design elegante ma al tempo stesso originale, che attira subito l’attenzione del potenziale cliente. Anche se compatta, la berlina coreana è molto spaziosa, e ha un baule posteriore molto capiente.
Il confort dell’abitacolo è innegabile; quattro passeggeri riescono a viaggiare comodamente, mentre il pilota può godersi un’esperienza di guida molto piacevole.
Hyundai i20 fa rima con tecnologia. È possibile, infatti, avere un computer di bordo con schermo LCD TFT e altri dispositivi di ultima generazione, come l’impianto audio, molto amati dai più giovani.

Motori potenti e economici
Non lasciatevi ingannare dalle dimensioni e dal confort; la Hyundai i20 è un vero mix di grinta, spazio e versatilità. Cercando su portali di vendita online di auto, la i20 è disponibile in diverse versioni: c’è il 1.2 benzina da 85cv, economico e affidabile, un diesel 1.1. da 75 CV, perfetta per chi macina chilometri per lavoro, e la versione Econext GPL, dotata di un motore 1.2 Blue Drive da 85 cv, che garantisce prestazioni da benzina ma con un notevole risparmio di carburante e un minore impatto ambientale.

Economica ma sicura
Spesso le auto low cost non sono molto sicure, sia da un punto di vista strutturale che in termini di equipaggiamenti di sicurezza. In questo la Hyundai i20 si differenzia dai concorrenti, grazie alla qualità dei materiali utilizzati e alla presenta, di serie, di 6 airbag, cinture di sicurezza anteriori con pretensionatori, ABS con 4 freni a disco, ESP e VSM.

Hyundai i20 è un’auto pratica e versatile in grado di adattarsi alle esigenze di tutti, giovani e meno giovani, ma anche famiglie con figli. È spaziosa, confortevole, economica e dai consumi contenuti.

Queste caratteristiche la rendono l’auto perfetta per la guida di tutti i giorni.

La nuova Mercedes Classe A provata a Ravenna

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Venerdì 14 siamo stati ospiti della Concessionaria De Stefani che ci ha invitati a provare in anteprima la nuova Mercedes Classe A.
Totalmente rinnovata rispetto la vecchia classe A, si rivolge sicuramente a un pubblico giovanile, sportivo e amante delle linee pulite.
Rispetto alla vecchia monovolume, chiaramente rivolta al pubblico femminile, la nuova Classe A si propone di dar battaglia all’Audi A3 o alla Bmw Serie1, inserendosi in un segmento di mercato nuovo rispetto al passato.
Arrivati a Ravenna, il Gruppo De Stefani ci ha fatto provare la Classe A in un percorso panoramico verso tutte le sue sedi a Imola, Forlì e Cesena e alla fine siamo stati ospiti di una grande festa e della presentazione al pubblico della nuova Classe A, in contemporanea con tutte le altre concessionarie italiane Mercedes.
Ma passiamo alla guida: abbiamo provato due diversi modelli, una turbodiesel in assetto Sport e una benzina 1.6 con allestimenti Executive.
Se la Sport ci è piaciuta per i consumi contenuti e la coppia in basso, la seconda ci ha favorevolmente sorpresi per il propulsore che allungava la parte alta dei contagiri. L’interno di entrambe è molto curato, così come il design degli esterni che è molto sportivo.

Il Gran Premio di Monza, Hamilton in solitaria, rinasce Massa?

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Alonso Monza

“A parità di macchina, se voglio che uno mi stia dietro, state tranquilli che ci resta.”
Gilles Villeneuve

Il Gran Premio di Monza si sa ha un sapore un po particolare: è il Gran Premio di casa per noi italiani, per la Ferrari, per i piloti del Cavallino ma non solo.

Quella di Monza è stata una gara a tratti divertente, se ci si dimentica che Hamilton non è stato mai insidiato da nessuno al comando e ha corso una gara almeno per lui monotona, ma vincente.

Un bravo di incoraggiamento va a Felipe Massa, ormai sempre più in bilico il suo futuro alla Ferrari, che al via passa Button, ma non insidia mai Hamilton. Ottimo scudiere di Alonso che fa passare senza problemi, forse pensando che è meglio fare il gregario in Ferrari che il pilota da qualche altra parte.

Bravo anche a Button, ma terribilmente sfortunato. Il premio di Paperino del Gran Premio per la sfortuna va alla RedBull conVettel out e Webber che distrugge le gomme in un testacoda.

Alonso, memore dell’incidente all’ultimo Gran Premio, e forse un po timoroso, sia per la macchina che per la sua salute, fa una partenza non delle sue, ma nei primi giri recupera fino al quinto posto. Quarto dopo il sorpasso a Vettel, terzo grazie al maggiordomo Massa. Calcolatore, talento e tanta strategia: tutte qualità che potrebbero riportare il titolo a Maranello.

Perez, che spettacolo, una strategia ad una sola sosta, sorpassi dopo sorpassi..fosse durata ancora 5 giri la gara, sarebbe andato a prendere Hamilton. La Sauber c’è, e potrebbe essere una nuova mina vagante per i prossimi GP.

Fonte Foto: cinquegiorni.it

Quando calcio e F1 incrociano le proprie strade…

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In questi giorni Sauber (scuderia impegnata nel mondiale di F1 con l’astro nascente Sergio Perez)  ha annunciato una nuova (e curiosa) partnership commerciale, stipulata con la squadra calcistica londinese del Chelsea. Il mistero, in verità è durato ben poco, in quanto il team si era distinto nei precedenti gp di Malesia e Bahrein per la presenza di una scritta ben poco ”enigmatica” (sul cupolone dell’auto campeggiava la “misteriosa” scritta “out of blue“).  Dal prossimo Gran Premio di Spagna del 13 maggio (esattamente una settimana prima della finale di Champions League che i blues contenderanno al Bayern Monaco), la squadra avrà un posto d’onore a bordo delle veloci C31, mentre il logo Sauber apparirà sugli spalti di Stamford Bridge. Curiosità del caso: in questa stagione il Chelsea festeggia il ventesimo anno di Premier League, mentre Sauber spegne la ventesima candelina dalla nascita del team. Filosofia comune dell’accordo sarà lo sviluppo e la valorizzazione del vivaio e dei giovani talenti (basti pensare a Sergio Perez, già da molti designato come futuro compagno di Fernando Alonso in Ferrari). In un mondo come quello della F1, che fin dagli albori ha visto il dilagare di sponsor tabaccai (ma destinati a sparire in breve tempo, a causa di legislazioni sempre più stringenti), una prospettiva di business mai vista prima, e caratterizzata da un potenziale sicuramente elevatissimo.

Modena ricorda “l’aviatore” Gilles Villeneuve

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Ricorre nella giornata di domani, 8 maggio 2012, il trentennale della scomparsa del pilota che forse più di tutti ha infiammato i cuori dei tifosi Ferraristi: il grande Gilles Villeneuve. Questo esile canadese, proveniente dalle corse in motoslitta (ebbene si, avete letto bene…)  giunto a Maranello nel 1978, ha saputo incarnare come nessun altro l’ideale del pilota tutto cuore e coraggio, scrivendo capitoli di storia delle corse di automobilismo (leggendario il gp di Francia 1979 , forse il più bel duello della storia della F1). La breve carriera ed il modesto palmarès (solo 6 vittorie), contribuisce a far comprendere la tempestività della sua ascesa nel cuore dei tifosi della rossa, terminata purtroppo con un finale tragico (la sua morte avvenne durante le prove del Gp del Belgio 1982).

Oltre al già menzionato Gp di Francia 1979, Gilles fu il primo pilota a portare alla vittoria un motore turbo Ferrari nella splendida gara di Monaco 1981  (fra l’altro in un circuito totalmente sfavorevole per tale tipologia di motori) e fu protagonista del duello fratricida con la rossa del compagno Didier Pironi durante il gp di San Marino 1982 (destino volle che fosse la sua ultima gara purtroppo).

In occasione di questa ricorrenza, la città di Modena ha deciso di rendere omaggio a Gilles con una mostra presso il Foro Boario, all’interno della quale sarà possibile ammirare cimeli di valore inestimabile (e spesso mai mostrati al pubblico), comprese le auto protagoniste a digione 1979 e Monaco 1981 (totalmente restaurate e perfettamente in ordine di marcia). Nella giornata dell’anniversario inoltre, Jaques Villeneuve ( nome “tristemente” noto ai tifosi della rossa, divenuto campione del mondo 1997 ai danni di Michael Schumacher) porterà in pista la vettura che fu guidata dal padre nella stagione 1979 (la 312 T4 campione del mondo). Un’occasione unica e rara per ammirare da vicino autentici pezzi di storia dell’automobilismo, ed IdeaMotori sarà la per voi!

Cronaca di un raduno: Vespaclub Marina di Campo – parte prima

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Cari lettori, per gentile invito di Officina Turistica, il nostro blog ha avuto il privilegio di partecipare nel weekend 21/22 aprile al raduno nazionale Vespaclub svoltosi all’Isola d’Elba, evento a portata nazionale, dedicato ad una delle regine del panorama motoristico made in italy. La location scelta come centro direzionale dell’evento è stata individuata in Marina di Campo, perla della costa meridionale dell’isola, sfregiata nello scorso novembre da una devastante alluvione ma ricostruita a tempo di record.Doveroso preambolo: un plauso al meraviglioso popolo Elbano, che tanto si è prodigato per rimettere in piedi l’economia di questo luogo, colpito così duramente, e risorto in maniera assolutamente splendida. Pochi indizi lasciano trasparire il dramma che questo luogo ha vissuto, cornice perfetta per un evento di tale portata. La nostra prima giornata sul campo è iniziata con un briefing tecnico nelle immediate vicinanze del punto di iscrizione all’evento: mai luogo fu più azzeccato, infatti abbiamo avuto modo di ammirare mezzi giunti da qualsiasi parte d’italia, in perfetta efficienza meccanica…dalla Vespa Primavera 125cc del 1968, passando per la PX del 1977 fino ad arrivare alla GTS300 Super del 2008. Immancabili anche alcuni esemplari “customizzati” (come da tradizione), nell’estetica e nella meccanica: dalla Vespa “racing”, con tanto di numero 58 in omaggio dell’indimenticato Sic, fino ad esemplari dotati di radio ed amplificatori. Tra un tweet e l’altro, però ci siamo fatti prendere un po’ la mano…diventando dei blogger on the road! Tempo di noleggiare un paio di mezzi, e via, a seguire il serpentone nel suo viaggio verso Capoliveri, con punto di arrivo era fissato nella splendida Piazza Matteotti. Dopo un veloce aperitivo, è giunta l’ora di ritornare verso Marina di Campo, stavolta seguendo una direttrice diversa, che ci ha portato verso Procchio, e che ha messo a dura prova la ciclistica del nostro mezzo (provando anche un pizzico di sana invidia per mezzi degli anni ’70 che affrontavano con assoluta naturalezza i saliscendi dell’isola). Una cena a base di pesce in compagnia di tutta la carovana ha concluso questa indimenticabile giornata per i blogger “on the road”, con il pensiero di tutti proiettato già al giorno successivo, ed un motto: come on #vespateam!

F1 amarcord parte 1 – Tyrrell P34

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Con questo post intendo inaugurare una particolare sezione del blog dedicata alle auto che più di tutte hanno segnato la storia dell’automobilismo, dalle pietre miliari che hanno fatto incetta di corse e titoli mondiali, fino ad arrivare alle “meteore”, con alcuni denominatori comuni: l’intuizione e l’originalità del progetto

…e quale auto poteva incarnare meglio questi concetti, se non la celebre Tyrrell P34? Agli appassionati questo nome è sufficiente per evocare il ricordo di un’auto assolutamente fuori dagli schemi…ai non addetti ai lavori invece saranno sufficienti un paio di parole: sei ruote.

E’ proprio questo il concetto su cui si basava quest’auto, iscritta al campionato del mondo del 1976, e fin da subito vincente (doppietta per i piloti Scheckter e Depailler al Gran Premio di Svezia): l’abbandono del classico schema automobilistico, in favore di un articolato sistema a sei pneumatici, di cui quattro frontali di dimensioni ridotte, e due convenzionali al posteriore. Tanta spregiudicatezza progettuale si basava su un concetto altrettanto semplice: la riduzione della sezione frontale dell’auto, che poteva contare su una carreggiata anteriore estremamente ridotta (e quindi bassa resistenza aerodinamica, dato che i pneumatici anteriori risultavano quasi totalmente carenati) a parità di impronta degli pneumatici a terra. Il concetto si dimostrò molto efficace, permettendo ai piloti inserimenti in curva addirittura migliori rispetto alle auto “convenzionali”, e garantendo un’efficienza aerodinamica senza eguali (leggi: velocità di punta più elevate). Il progetto conobbe il suo declino prematuro a causa del mancato sviluppo di pneumatici idonei  da parte di Goodyear (le carenature provocavano surriscaldamenti precoci delle gomme, e lo sviluppo fu arrestato a causa dei mancati ritorni sul mercato di un’auto….a sei ruote!), mentre la morte definitiva fu sancita dalla federazione internazionale, che impose per le auto da corsa il vincolo dei quattro pneumatici.

IdeaMotori e Vespa Team: binomio vincente nella cornice dell’Isola d’Elba

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Vespa

E’ con un pizzico di emozione che vi annuncio la prima trasferta del nostro giovane Blog, infatti nei giorni 21 e 22 aprile avrò il piacere di aggiornarvi direttamente dalla meravigliosa cornice dell’Isola d’Elba, perla del mare tirreno, dandovi modo di ammirare tutte le meraviglie che questa isola può offrire. Una maniera per promuovere una località turistica assolutamente d’eccellenza, nella quale la natura offre scorci ancora incontaminati, difficilmente raggiungibili se non a bordo di mezzi….speciali!

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Impariamo a conoscere il turbocompressore

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Termine usato (e spesso abusato) negli anni, indica un sistema tanto semplice quanto efficace per incrementare le prestazioni in un motore a combustione interna. Partiamo intanto dal nome: esso infatti svela i due componenti principali di questo accessorio: la turbina ed il compressore.

Ma su quale principi si basa il funzionamento di un turbocompressore? Partiamo dalle basi: un motore, indipendentemente dal proprio ciclo di funzionamento, per erogare potenza necessita di essere alimentato da una miscela formata da combustibile e comburente (aria), legati fra loro da proporzioni ben precise (il loro rapporto ideale, in gergo è definito “stechiometrico”).  Banalmente, le prestazioni erogate sono proporzionali alla quantità di combustibile utilizzato: va da se che per aumentarle sia quindi necessario intevenire sul dosaggio della miscela, incrementando proporzionalmente sia la quantità di combustibile impiegata (facile), sia la quantità d’aria aspirata (più complesso). Come fare ciò? Qua entra in gioco il turbo! La presenza del compressore infatti, permette di innalzare la pressione dell’aria in aspirazione e quindi incrementarne la portata verso le camere di combustione. Naturalmente il compressore per svolgere la sua funzione assorbirà una certa quantità di energia, che sarà messa a disposizione dalla turbina, la cui funzione sarà quella di recuperare tale energia dai gas di scarico (i due componenti infatti sono meccanicamente collegati, perciò alla rotazione della turbina indotta dai gas di scarico corrisponderà una rotazione del compressore).

Turbina più grande, maggiore potenza? In un mondo ideale si, nella realtà invece il nostro nemico si chiama inerzia. E’ noto infatti che per porre in rotazione un corpo (in questo caso la girante della turbina) occorrerà che i gas di scarico siano dotati di una certa energia. Il raggiungimento della soglia minima necessaria a produrre lavoro positivo del compressore accoppiato altro non è che il caratteristico “calcio” avvertibile nel funzionamento di un motore turbo (molto attenuato, per la verità, nei motori moderni)

Il tempo di ritardo che intercorre fra la pressione sull’acceleratore e l’effettiva risposta del turbo è legato al raggiungimento della soglia energetica da parte dei gas di scarico, e costituisce il cosidetto turbo lag. Quindi, più grande è la turbina, maggiore energia sarà richiesta per portarla a regime e  mancando questa, il sistema costituirà un collo di bottiglia per il nostro motore. Un primo metodo per ovviare al problema è stata l’adozione di turbine a geometria variabile, in grado di adattarsi al differente flusso dei gas di scarico durante il funzionamento. Tuttavia, le sempre più accresciute richieste di potenza del mercato dell’auto attuale, hanno portato verso una soluzione ben più avanzata, e che si basa sull’impiego di più turbocompressori (di dimensione medio/piccola) posti in serie o in parallelo, e quindi in grado di coniugare al meglio tutte le richieste di potenza e velocità di risposta.